Non ho mai conosciuto purtroppo la mia nonna. So solo che uno dei ricordi di mia mamma era quando vedeva la sua mamma come faceva questi strudel e stendeva un grandissimo e sottilissimo impasto quanto un lenzuolo immenso sul tavolo e di quanto erano buoni. In ungherese si chiamano Retes era un dolce molto usato anche alle feste di matrimonio e in Transilvania lo si trova in ogni piccolo chiosco di pasticceria. Certo è tutt'altra cosa farlo in casa. L'impasto base per lo strudel:
Ingredienti: 350 g farina, 2 cucchiai di strutto, 1 uovo, 1 dl acqua nella quale abbiamo fatto sciogliere 1 pizzico di sale e un cucchiaino di accetto, La quantità dell'acqua dipende dalla farina, comunque deve risultare un impasto morbido e all'inizio appiccicoso. Io l'ho lavorato con le mani con movimenti come sbattere le uova per frittata per 20 minuti (non è cosi difficile forse noioso). Chi ha l'impastatrice lo usi, io non l'ho mai usata. Dopo 15-20 minuti l'impasto si stacca dalla mano. Si copre con un po di olio e si lascia riposare. 2. si prepara il ripieno 1 kg di mele tagliate in maniera molto grossolana, 8 cucchiai di zucchero, un po di uvetta, un po di pinoli (un po è un pugno di uvetta, pinoli), cannella e vaniglia. Se diventa troppo liquida e le mele cedono il loro succo questo si toglie e si aggiunge un po di semolino. Adesso arriva la parte più difficile e impegnativa della preparazione dello strudel. Sul tavolo di cuccina si mette una tovaglia pulita, si impregna tutta di un strato di farina. L'impasto si mette sopra. io mi sono aiutata all'inizio con un mattarello per stendere bene l'impasto ma bisogna infarinarlo un po. Dopo che l'abbiamo stesso bene con il mattarello cominciamo stendere l'impasto con le mani, mettendo con attenzione le mani sotto e tirandola leggermente in tutte le direzioni (il tavolo deve essere in un posto dove possiamo girargli attorno). L'impasto don deve rompersi ma dovrebbe essere stesso cosi che copra una normale tavola da cuccina e deve essere cosi fine che traspaia il modello della tovaglia attraverso l'impasto. Gli orli che da solito sono rimasti un po più grossi che il resto dell'impasto si tagliano o si strappano (io preferisco strapparli perché questo aiuta un'altro po a stendere l'impasto). Con un penello si impregna tutto l'impasto di olio. Si mettono le mele su uno dei lati.
E con un movimento deciso si alza la tovaglia in quel lato dove si trova il ripieno obbligandola di avvolgersi attorno a se in maniera uniforme. Di questa quantità di impasto si possono fare anche 3 strudel. Allora ci si ferma con il movimento di avvolgimento a un terzo della tovaglia, si taglia, si mette con attenzione in una teglia con carta da forno e si commincia mettere il secondo ripieno (che può essere di mele, di ricotta, di noci o di tante altre cose. Bisogna comunque lavorare in fretta (avere il ripieno già pronto per esempio) perché l'impasto è finissimo e tende a seccare. I strudel si mettono nella teglia, si spennellano con un uovo e olio, si pungono con uno stuzzicadenti o una forchetta e si mettono nel forno a 180 gradi per una mezz'oretta. E Buon Appetito!
Partecipo con questa ricetta al contest di Aria: Old fashioned sweetness... dolci er ricordare
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martedì 8 aprile 2014
mercoledì 18 gennaio 2012
Baci di dama e Ischler
lunedì 9 gennaio 2012
Ischler
Sissi, la regina d'Ungheria l'imperatrice d'Austria ha conosciuto Franz Joseph, il suo marito a Bad Ischl, Franz doveva fidanzarsi con la sorella di Sissi ma si inamorò perdutamente di Sissi. A Bad Ischl si faceva questo dolcetto Ischler che era uno dei preferiti di Franz.
Ingredienti:
150 g di farina
125 g burro
50 g noci maccinate (da provare anche con mandorle e forse meglio che non siano maccinate ma solo zdrucciolate in pezzettini)
50 g zucchero
1 cucchiaino di canella
1 roso d'uovo
Si mescola bene tutto e si lascia un ora nel frugorifero
Si stende si tagliano le forme si infornano (180 gradi per 8 minuti) Hanno un profumo buonissimo durante la cottura ma bisogna stare attenti che seccano se stanno troppo nel forno.
Si incollano le foerme (io ho fatto cercchietti) con marmellata di albicocche o ribes
Si mettono in frigo
Si vestono in cioccolato sciolto sul bagno maria e mescolato con un po di olio
Il giorno dopo sono migliori perché diventano più morbidi
Buon appetito!
venerdì 6 gennaio 2012
Kurtos Kalacs
Il Kurtos Kalacs è un dolcetto lievitato originario dalla bellissima "Terra dei Szekely", una regione ungherese che si trova nel centro della Romania.
La difficoltà di questo dolce sta nel fatto che bisogna arrotolare l'impasto lievitato su una forma cilindrica, perché alla fine della cottura abbia la forma tipica di cammino fumante. Deve essere caramellizzato uniformemente, croccante da fuori tenero, morbido da dentro. Per questo è difficile farlo in casa ma non impossibile. Alcuni lo fanno nel forno sul mattarello, o arrotolato sulle lattine di birra.
Ingredienti sono quelli delle frittele: farina, zucchero, olio, acqua, bucce di limone, vaniglia. Io uso ormai da quando sono italiana fare la doppia lievitazione che rende i dolci più soffici. Quindi dopo il primo impasto lascio riposare il Kurtos, dopo 3 ore faccio il secondo impasto. Lo stendo con il mattarello e lo taglio in forma di spirale
Si avvolgono sui cilindri di legno impregnati con l'olio. Attenzione che la parte iniziale e quella finale sia inserita sotto l'impasto, altrimenti si stacca durante la cottura. Con un movimento tipo stendere con mattarello si uniforma l'impasto (cosi che non siano spazzi vuoti. Poi si impregna con olio con l'aiuto di un pennello, si avvolge tutto in zucchero e si lascia riposare di nuovo. Si lascia riposare fino quando lo zucchero incomincia sciogliersi (sembra che sudi, fa delle gocce).
Adesso si accende il forno, si introducono i Kurtos, che il forno li fa girare uniformemente. Dopo sette minuti sono pronti, quando sono bene caramellizzati e hanno un colore dorato (attenti che non si bruci il caramello). Appena tirati fuori bisogna stare attenti perché il caramello bollente può provocare brutti ustioni. Quindi si lascia raffreddare un po, dopo 2 minuti l'intero pezzo del dolce dovrebbe staccarsi facilmente dal legno e rimanere in piedi come un cammino fumicante. Infatti Kurto significa la parte di metallo dell'cammino, originariamente questa torta era fatta sui tubi del cammino, e sulle bracci.
La difficoltà di questo dolce sta nel fatto che bisogna arrotolare l'impasto lievitato su una forma cilindrica, perché alla fine della cottura abbia la forma tipica di cammino fumante. Deve essere caramellizzato uniformemente, croccante da fuori tenero, morbido da dentro. Per questo è difficile farlo in casa ma non impossibile. Alcuni lo fanno nel forno sul mattarello, o arrotolato sulle lattine di birra.
Ingredienti sono quelli delle frittele: farina, zucchero, olio, acqua, bucce di limone, vaniglia. Io uso ormai da quando sono italiana fare la doppia lievitazione che rende i dolci più soffici. Quindi dopo il primo impasto lascio riposare il Kurtos, dopo 3 ore faccio il secondo impasto. Lo stendo con il mattarello e lo taglio in forma di spirale
Si avvolgono sui cilindri di legno impregnati con l'olio. Attenzione che la parte iniziale e quella finale sia inserita sotto l'impasto, altrimenti si stacca durante la cottura. Con un movimento tipo stendere con mattarello si uniforma l'impasto (cosi che non siano spazzi vuoti. Poi si impregna con olio con l'aiuto di un pennello, si avvolge tutto in zucchero e si lascia riposare di nuovo. Si lascia riposare fino quando lo zucchero incomincia sciogliersi (sembra che sudi, fa delle gocce).
Adesso si accende il forno, si introducono i Kurtos, che il forno li fa girare uniformemente. Dopo sette minuti sono pronti, quando sono bene caramellizzati e hanno un colore dorato (attenti che non si bruci il caramello). Appena tirati fuori bisogna stare attenti perché il caramello bollente può provocare brutti ustioni. Quindi si lascia raffreddare un po, dopo 2 minuti l'intero pezzo del dolce dovrebbe staccarsi facilmente dal legno e rimanere in piedi come un cammino fumicante. Infatti Kurto significa la parte di metallo dell'cammino, originariamente questa torta era fatta sui tubi del cammino, e sulle bracci.
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