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martedì 12 febbraio 2013

Pizza alla cipolla con impasto di patate e lievitazione a freddo


Pizza come me l'ha insegnato il mio marito e adesso volevo aspettarlo con questa al suo ritorno da Londra.
Questa sarà la pizza alla cipolla.
Ingredienti:
500 gr di patate (4 patate medie, infatti non le ho misurati)
50 gr di burro
2-3 dl di acqua
600 gr di farina
25 gr lievito di birra


Si sbucciano le patate e si mettono a bollire. Quando sono morbide si fa la purea, schiacciandole bene con 50 gr di burro.
Si sveglia il lievito con una tazza di farina e un bicchiere d'acqua e un cucchiaio di zucchero.
Quando si è svegliato si aggiunge il resto di farina e la purea patate. Si mescola bene per ottenere un impasto ommogeneo.
Poi si mette in frigo a lievitare.
Io l'ho messo per una notte, ma dopo 3 ore dovevo cambiare il contnitore perché stava traboccando fuori. Ha aumentato in fretta il volume più di 3 volte.
In quest alto contenitore poteva crescere tranquillo fino a mattina.

Ho soffritto due cipolle, 14 ulivi, un po di caperi, e sei pomodorini tagliati a pezzi.


La mattina ho messo l'impasto nelle due teglie e l'ho lasciato lievitare al caldo per 1 ora.
L'ho messo nel forno a 180 gradi per 20 minuti
Dopo 20 minuti ho messo il sugo di cipolla, ulive, pomodorini e un po di sugo di pomodori a cubetti, cosi che sia bello
L'ho rimesso nel forno per altri 20 minuti.



martedì 4 dicembre 2012

Treccia di Natale


Si pensa già al Natale. ma per verità riscrivo questo post per un contest "Senza... non c'è Natale!". Nella mia tradizione la treccia con noci e papavero si fa sia per la Pasqua che per Natale. E il dolce tipico per le feste. la ricetta completa l'ho descritta qui. Adesso aggiungo alcune foto dalla preparazione. Si sveglia il lievito con un po di zucchero e farina e acqua tiepida :
Si amalgama lo zucchero con il rosso d'uovo e con 500 gr di farina per treccia.
E si impasta, come faceva la nona, con movimenti forti per una mezzora o comunque fino quando si stacca dalle mani e dal vaso
Si lascia riposare per una notte
Si divide l'impasto in due, si stende col mattarello, si aggiunge il ripieno e si arrotola e poi si fa la treccia e si mette nello stampo. Si lascia lievitare per un mezz'oretta al caldo poi si mette in forno a 180 gradi. Dopo 20 minuti si spennella con un uovo cosi che diventi bello dorato. Dopo altri 20 minuti, si fa la prova col stuzzicadenti ma dovrebbe essere pronta.

Il ripieno più frequente è:

-il ripieno con le noci: si macinanao 200 g di ghingherli di noci, si aggiungono 100 g i zucchero, aroma di rom, uva sultanina a chi piace e latte cosi che diventi di una densità di una crema.
-il ripieno al papavero: semi di papavero maccinati, zucchero a velo e latte (molto meno di sopra)
-il ripieno con cacao: si mette caao e zucchero mescolati direttamente sulll'impasto e si arrotola cosi. Dovrebbe diventare bello marmorato da dentro quando sarà cotto.
-un altro ripieno molto in uso... lo farò un'altra volta, con rahat/lokum un dolce di origine turca.

Con questo post partecipo alla sfida Senza...non c'è Natale!

sabato 1 dicembre 2012

Panini


Ingrdienti: 1 kg di farina, 25 g lievito di birra, acqua, 4 cucchiai di zucchero, 100 gr di burro, 3 cucchiaini di sale
Io non o fare pane, non mi è mai riuscito. non capisco perché: panettone, colomba, trecce lievitate si ma pane non. Allora ho pensato di fare questi panini come fosse un impasto lievitato dolce ma con molto meno zucchero. Il lievito si alimenta con lo zucchero e alla fine della lievitazione non si sente per niente di dolce. Ho aggiunto anche il burro e si 3 cucchiaini di sale.


Ho svegliato il lievito con 2 cucchiai di zucchero e due di farina, poi ho aggiunto 700 gr di farina e 2,5 dl di acqua tiepida. L'ho impastato bene e l'ho lasciato lievitare per 4-5 ore fino quando ha triplicato volume
Ho aggiunto altri due cucchiai di zucchero, il resto della farina e acqua quanta serviva per impastarlo di nuovo. Io impasto con le mani, ma non più di 5 minuti e non mi rimane sulle dita. L'impasto è morbido, ma non appiccicoso. Alla fine ho aggiunto il burro sciolto e ho impastato di nuovo. L'ho lasciato lievitare altre 4-5 ore. Ho agiunto 3 cucchiaini di sale e ho mescolato bene tutto e ho cominciato formare la treccia, l'orsetto, i panini. L'i ho spenettati con un uovo con un po di sale, su alcuni ho messo papavero su altro semi di sesamo. Gli occhi dell'orsetto sono semi di pepe.
Si mettono nel forno a 180 gr per 25-30 minuti.

domenica 1 aprile 2012

Treccia con noci, con papavero e con cacao

Per una treccia: 500 g farina 165 g zucchero 3 rossi d'uova buccia di limone, buccia di arancia candita, aromi 7 g lievito di birra (era troppo) 65g burro sciolto ma non deve bollire 2 dl di latte Per il ripieno con noci: 200 g. noci grattugiati, 100 g. zucchero, eventualmente 1 cucchiaio di cacao, 3 albumi d'uovo I albumi si montano, si aggiunge lo zucchero e i noci. Per il ripieno con papavero: 200 gr. semi di papavero macinati con la macina-caffe, mescolati con 100 gr zucchero in polvere amalgamati con 3 albumi di uovo montati. Per il ripieno con cacao 3 cucchiai di zucchero si mescolano con 1 cucchiaio di cacao e si stendono sull'impasto. Mia mamma li faceva cosi ed erano buonissimi. Si sveglia il lievito si aggiungono 2/3 delle uova, della farina , dello zucchero , del latte e allafine del burro sciolto e si lavorano per un mezzoretta fino a che l'impasto si stacca facilmente dalle mani Si lascia riposare 10-12 ore. I aromi si mettono solo al secondo impasto insieme a una zucchero, miele farina. Si lascia riposare 2-3 ore. L'impasto si divide in tre si stendono e si mette il ripieno. Si formano 2 rotoli avvolgono uno attorno all'altro. e si fa la treccia. Si lascia riposare in forma per 1-2 ore. Si mette nel forno a 180 gradi per 20 minuti. Allora si spenella con un uovo e si lascia per altri 20 minuti alla stessa temperatura. Eco la mia treccia pasquale con le noci



L'impasto è quello di colomba poi riempito con albume montato con zucchero, noci e aroma di rom

venerdì 16 marzo 2012

Brezel

Non sono uguali a quelli che vendono qui alle fiere i trentino-altoatesini. A me certo mi piacciono di più questi, se non altro sono più salate. Anche le colleghe d'ufficio del mio marito le hanno apprezzate.


Ingredienti: 125 g farina 6,25 g lievito di birra (un quarto del 25 gr) 1 cucchiaio di zucchero 1 cucchiaio di the di sale 1 cucchiaio di olio 1 dl acqua 1 cucchiaio bicarbonato 1 uovo sale, farina

Si sveglia il lievito con un cucchiaio di zucchero, un po d'acqua e farina Si aggiunge tutta la farina e l'acqua e il sale, si mescola bene, deve risultare un impasto elastico non appicicoso di media durezza/morbidezza Si aggiunge l'olio si mescola un po poi si lascia riposare per 2-3 ore Si divide in 5-6 pezzi si fanno le striscioline lunghe e gli si da la forma di Brezeln Si scalda in una padella acqua con bicarbonato, si immergono i Brezeln per un minuto poi si mettono nella teglia sulla carta da forno Con un pennello di cucina si stende l'uovo sui Brezeln Si infornano per 12 minuti a 230 gradi Si prepara un mischio di sale, farina , acqua piu denso che liquido Passati 12 minuti i Brezeln si spruzzano con questo mischio di farina- sale Si rimettono in forno altri 8-12 minuti Freschi sono buonissimi !

domenica 11 marzo 2012

Santini romeni

Il 9 marzo romeni preparano questo dolce nel ricordo dei 40 martiri cristiani morti a Sevastia nel tempo della persecuzione del cristianesimo. I dolcetti lievitati devono avere la forma di un 8 che nel slavona è un simbolo per un uomo. Esistono varie ricette, alcune contengono latte e uovo, altre non perché si fanno nel periodo di digiuno religioso (post) tenuto da molti romeni. Io ho scelto questa ricetta, adatta anche a chi fa digiuno per motivi religiosi o per altri motivi. C'è anche un'altra ricetta dove i santini sono più piccoli e si fanno bollire per un minuto prima di metterli nel forno (come i Brezeln) cosi diventano più croccanti. Una tradizione curiosa anche se per me è un po macabra è che i romeni lo mangiano spesso questo dolce nel ricordo dei morti, per accontentarli. L'idea è che non si può rifiutare un dolce che ti viene dato per mangiarlo per la salvezza di qualche caro di chi te la offre, non?! La mia ricetta: 1 kg di farina (per 40 santini perché erano 40 i martiri) 300 g zucchero 1 dl olio lievito di birra acqua calda Si fa l'impasto lievitato e io ho fatto con doppia lievitazione, Dopo 6 ore si divide l'impasto in 40 pezzi si fanno le forme di 8 e si mette sopra sciroppo acqua con molto zucchero si infornano. Quando diventano dorati si mette sopra ancora molto più sciroppo (alcuni li immergono nel sciroppo) e noci grattugiati Sono soffici e buonissimi.

venerdì 6 gennaio 2012

Kurtos Kalacs

Il Kurtos Kalacs è un dolcetto lievitato originario dalla bellissima "Terra dei Szekely", una regione ungherese che si trova nel centro della Romania.
La difficoltà di questo dolce sta nel fatto che bisogna arrotolare l'impasto lievitato su una forma cilindrica, perché alla fine della cottura abbia la forma tipica di cammino fumante. Deve essere caramellizzato uniformemente, croccante da fuori tenero, morbido da dentro. Per questo è difficile farlo in casa ma non impossibile. Alcuni lo fanno nel forno sul mattarello, o arrotolato sulle lattine di birra.
Ingredienti sono quelli delle frittele: farina, zucchero, olio, acqua, bucce di limone, vaniglia. Io uso ormai da quando sono italiana fare la doppia lievitazione che rende i dolci più soffici. Quindi dopo il primo impasto lascio riposare il Kurtos, dopo 3 ore faccio il secondo impasto. Lo stendo con il mattarello e lo taglio in forma di spirale
Si avvolgono sui cilindri di legno impregnati con l'olio. Attenzione che la parte iniziale e quella finale sia inserita sotto l'impasto, altrimenti si stacca durante la cottura. Con un movimento tipo stendere con mattarello si uniforma l'impasto (cosi che non siano spazzi vuoti. Poi si impregna con olio con l'aiuto di un pennello, si avvolge tutto in zucchero e si lascia riposare di nuovo. Si lascia riposare fino quando lo zucchero incomincia sciogliersi (sembra che sudi, fa delle gocce).
Adesso si accende il forno, si introducono i Kurtos, che il forno li fa girare uniformemente. Dopo sette minuti sono pronti, quando sono bene caramellizzati e hanno un colore dorato (attenti che non si bruci il caramello). Appena tirati fuori bisogna stare attenti perché il caramello bollente può provocare brutti ustioni. Quindi si lascia raffreddare un po, dopo 2 minuti l'intero pezzo del dolce dovrebbe staccarsi facilmente dal legno e rimanere in piedi come un cammino fumicante. Infatti Kurto significa la parte di metallo dell'cammino, originariamente questa torta era fatta sui tubi del cammino, e sulle bracci.