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lunedì 1 giugno 2015
Pasta madre
lunedì 6 aprile 2015
Preparativi per dolci pasquali
Purtroppo non posso dare nessna ricetta perché improviso troppo, vado al occhio quando misuro...col rischio dovuto.
Mercoledi sera ho reinfrescato il mio lievito madre, gli ho dato farina e acqua che è diventata tre volte di quanto era prima. L'ho lasciato lavorare per un giorno,
Giovedi gli ho dato altri cucchiai di farina, acqua e un grande cucchiaio di sale.
Allora ho deciso che farò anche la pizza e un po di Kürtős Kalács..
Po ho fatto gli gnocchi. Dall'impasto di gnocchi: pure di patate con farina ho tratenuto una parte per la pizza, l'ho mescolata con il terzo dell'impasto che stava lievitando.
Al resto dell'impasto ho aggiunto 3 cucchiai di miele di tiglio, 2 rossi d'uovo, qualche buccia di arancia e di limone grattuggiate apposta per questi dolci, 2-3 giorni fa, ho aggiunto aromi di rum e di vaniglia, non so quanta farina (però...dal primo rinfresco fino adesso...insieme alla farina usata per i gnocchi avevo già finito un kilo di farina) e un cucchiaio di burro. Li ho impastati bene, non si appiccicava né sulle mani né sul piano di lavoro. E sono andata a dormire.
Venerdi mattina ho visto che l'impasto è cresciuto bene, stava sorridendo.
Ho presso un pezzo e ho preparato due Kürtős Kalács. Sui cilindri ho messo burro sciolto sul fuoco invece di olio e cosi anche prima di avvolgerlo in zucchero ho messo burro... ma questo lo capsice solo chi sa bene l'andazzo del preparare il Kurtos Kalacs e le mie ricerche sulla ricetta perfetta. Avevo comprato del papavero due giorni fa e ho preparato il Kurtos col papavero, cioè l'involucro esterno, dopo che è fatto e il caramello ancora bollente si avvolge nei semi di papavero.
Questa è stata la nostra collazione, Kürtős Kalács al papavero con thé di menta col miele di tiglio. Cosi almeno mi sono confermata che l'impasto è buonissimo. Sono anche staccate in maniera perfetta dal cilindro di legno.
Nell'impasto rimasto ho aggiunto altri 3 cucchiai di miele di tiglio (cosi in toto ho consumato un 250 g di miele), il resto di bucce di arance e limone, 2 rossi d'uovo, aprox un 200 gr di farina, acqua tiepida, e alla fine un altro cucchiaio di miele e burro fuso ( una 200 gr). Le ho impastati bene ma si staccava già dal piano di lavoro e dalle mani se lavoravo veloce. L'ho lasciato riposare, 2-3 ore.
Questo impasto era per una colomba e per le trecce, meta meta.
Ho macinato i noci per una treccia (con la buccia facevano mezzo kilo...), 100 gr mandorle per un'altra, e semi di papavero per la terza.
Ho costruito la forma per la colomba.
La nostra colomba secondo mio marito deve essere una colomba dal profilo, col becco e con le ali..
Ho tagliato la forma da carta da forno, l'ho incollato col burro su una altra carta da forno dentro la teglia. Ho tagliato rettangoli alti di 10-12 cm ( a occhio, non li ho misurati).
Seguendo il contorno della base la piegavo poi nelle pieghe facevo un taglio di un cm le piegavo, le spenellavo col bianco d'uovo, si incollavano subito.
Quando finiva un rettangolo per un 2 cm le facevo cosi che il nuovo rettangolo s' incolli all'altra, sempre col bianco d'uovo.
Eco fatto.
L'ho riempito col meta dell'impasto con attenzione che non ci sia troppo impasto nel collo ma che ci sia impasto dovunque. Il collo doveva essere meno grosso del normale perché per colpa del collo mi è uscito la volta scorsa una gallinella invece che colomba.
Ho preparato le tre trecce, che infatti non erano trecce ma non so come chiamarli. Kalács, in ungherese tanti dolci diversi si chiamano Kalács: i biscottini col miele che sono biscotti, il Kurtos che è un tubo lievitato, le trecce ma anche questa che infatti è un semplice rotolo lievitato col ripieno, due ripieni tradizionali e uno mai sentito, con mandorle.
Ho steso un rettangolo non più lungo della teglia.
Ho bagnato con pocchissima acqua il ripeno e li ho stessi sul impasto poi arruotolato, dalla parte dove c'è meno impasto e li ho messo nella forma.
Cosi ho risparmiato un'altro po' d'impasto per la colomba.
Però non sono riuscite bene, non dovevo risparmiare l'impasto, sembra un briosche gigante, sarà buono ma poco presentabile. Delle uova decorate parlerò in un altro post.

Otto ore hanno riposato nella teglia, sia i Kalacs che la Colomba. Poi le ho messe nel forno, la colomba per 40 minuti a 180 gradi. L'ho spennellata col bianco d'uovo con lo zucchero a velo. Non è una grande bellezza, ma è simpatica ed e buona.
Mercoledi sera ho reinfrescato il mio lievito madre, gli ho dato farina e acqua che è diventata tre volte di quanto era prima. L'ho lasciato lavorare per un giorno,
Giovedi gli ho dato altri cucchiai di farina, acqua e un grande cucchiaio di sale.
Allora ho deciso che farò anche la pizza e un po di Kürtős Kalács..
Po ho fatto gli gnocchi. Dall'impasto di gnocchi: pure di patate con farina ho tratenuto una parte per la pizza, l'ho mescolata con il terzo dell'impasto che stava lievitando.
Al resto dell'impasto ho aggiunto 3 cucchiai di miele di tiglio, 2 rossi d'uovo, qualche buccia di arancia e di limone grattuggiate apposta per questi dolci, 2-3 giorni fa, ho aggiunto aromi di rum e di vaniglia, non so quanta farina (però...dal primo rinfresco fino adesso...insieme alla farina usata per i gnocchi avevo già finito un kilo di farina) e un cucchiaio di burro. Li ho impastati bene, non si appiccicava né sulle mani né sul piano di lavoro. E sono andata a dormire.
Venerdi mattina ho visto che l'impasto è cresciuto bene, stava sorridendo.
Ho presso un pezzo e ho preparato due Kürtős Kalács. Sui cilindri ho messo burro sciolto sul fuoco invece di olio e cosi anche prima di avvolgerlo in zucchero ho messo burro... ma questo lo capsice solo chi sa bene l'andazzo del preparare il Kurtos Kalacs e le mie ricerche sulla ricetta perfetta. Avevo comprato del papavero due giorni fa e ho preparato il Kurtos col papavero, cioè l'involucro esterno, dopo che è fatto e il caramello ancora bollente si avvolge nei semi di papavero.
Questa è stata la nostra collazione, Kürtős Kalács al papavero con thé di menta col miele di tiglio. Cosi almeno mi sono confermata che l'impasto è buonissimo. Sono anche staccate in maniera perfetta dal cilindro di legno.
Nell'impasto rimasto ho aggiunto altri 3 cucchiai di miele di tiglio (cosi in toto ho consumato un 250 g di miele), il resto di bucce di arance e limone, 2 rossi d'uovo, aprox un 200 gr di farina, acqua tiepida, e alla fine un altro cucchiaio di miele e burro fuso ( una 200 gr). Le ho impastati bene ma si staccava già dal piano di lavoro e dalle mani se lavoravo veloce. L'ho lasciato riposare, 2-3 ore.
Questo impasto era per una colomba e per le trecce, meta meta.
Ho macinato i noci per una treccia (con la buccia facevano mezzo kilo...), 100 gr mandorle per un'altra, e semi di papavero per la terza.
Ho costruito la forma per la colomba.
La nostra colomba secondo mio marito deve essere una colomba dal profilo, col becco e con le ali..
Ho tagliato la forma da carta da forno, l'ho incollato col burro su una altra carta da forno dentro la teglia. Ho tagliato rettangoli alti di 10-12 cm ( a occhio, non li ho misurati).
Seguendo il contorno della base la piegavo poi nelle pieghe facevo un taglio di un cm le piegavo, le spenellavo col bianco d'uovo, si incollavano subito.
Quando finiva un rettangolo per un 2 cm le facevo cosi che il nuovo rettangolo s' incolli all'altra, sempre col bianco d'uovo.
Eco fatto.
L'ho riempito col meta dell'impasto con attenzione che non ci sia troppo impasto nel collo ma che ci sia impasto dovunque. Il collo doveva essere meno grosso del normale perché per colpa del collo mi è uscito la volta scorsa una gallinella invece che colomba.
Ho bagnato con pocchissima acqua il ripeno e li ho stessi sul impasto poi arruotolato, dalla parte dove c'è meno impasto e li ho messo nella forma.
Cosi ho risparmiato un'altro po' d'impasto per la colomba.
Però non sono riuscite bene, non dovevo risparmiare l'impasto, sembra un briosche gigante, sarà buono ma poco presentabile. Delle uova decorate parlerò in un altro post.
domenica 13 aprile 2014
Kifli (corni)
Il cibo preferito del mio figlio è il pane. Andiamo al ristorant,e ci portano tante pietanze belle e buone e lui esclama con grande gioia "C'è anche il paaaaneeee!!!!"
Cosi ho pensato a questi Kifli molto in uso nella mia infanzia, che sono una specie di pane al burro e latte, con questa forma tipica. E comnque altra sensazione se il bimbo mangia per collazione un panino vuoto cosi con il latte o se mangia una fetta di pane (quando sulla tavola ci sono tante altre cose buone che purtroppo lui snobba).
Ingredienti:
600 g farina
100 g burro
25 g lievito
2 dl acqua
2 dl latte
1 rosso d'uovo
2 cucchiai di zucchero
Si sveglia il lievito con due cucchiai di zucchero, due cucchiai di farina e 1 dl di acqua. Si aggiunge la farina settacciata, il rosso d'uovo, il latte e l'acqua se è neccessaria per ottenere un impasto morbido. Si scioglie al fuococ il burro senza farlo frggere, si lasci raffreddare un po e si aggiunge all'impasto. Si impasta fino quando l'impasto si stacca dal vaso e dalle mani.
Si lascia riposare fino quando radoppia volume. Si stende l'impasto in forma di un cercchio grandissimo (60-70 cm di diametro) e si taglia in 8-12 fette. Ogni fetta (triangolo) si arruotola partendo dal lato esterno si se stesso e gli si da la forma tipica di kifli. Si mettono in una teglia imburrata e poi nel forno . Si cuoce a 180 gradi per 20 minuti.


Eh io non ho fatto proprio cosi, perché nella teglia entravano solo 4 kifli. Gli ho fatti, questo era invece solo un terzo dell'impasto. Gli ho fatti assaggiare alla mia famiglia prima di continuare. Il bimbo sembrava spaventato dalla forma strana, cosi ho deciso che per lui farò dallo stesso impasto ovviamente i classici panini rotondi. Più tardi ha assaggiato anche il kifli e ha detto buono buono. Ma si spaventa di tutte le novità. Mio marito ha detto che è buono, ne ha mangiato subito due ma si aspettava che fosse dentro qualche marmelata o dolce. L'impasto non è dolce, ma se lui voleva cosi l'ultimo terzo dell'impasto l'ho steso di nuovo in forma di cerchio, l'ho tagliato a fette, a 6 fette. Marmelata non avevo, ho messo cacao e zucchero su tutte e le ho arrotolate, piegando un po sui lati perché il ripieno non esca durante la cottura. Gli si da la forma tipica e si mettono nel forno. In 20 minuti sono pronte.


Cosi ho pensato a questi Kifli molto in uso nella mia infanzia, che sono una specie di pane al burro e latte, con questa forma tipica. E comnque altra sensazione se il bimbo mangia per collazione un panino vuoto cosi con il latte o se mangia una fetta di pane (quando sulla tavola ci sono tante altre cose buone che purtroppo lui snobba).
Ingredienti:
600 g farina
100 g burro
25 g lievito
2 dl acqua
2 dl latte
1 rosso d'uovo
2 cucchiai di zucchero
Si sveglia il lievito con due cucchiai di zucchero, due cucchiai di farina e 1 dl di acqua. Si aggiunge la farina settacciata, il rosso d'uovo, il latte e l'acqua se è neccessaria per ottenere un impasto morbido. Si scioglie al fuococ il burro senza farlo frggere, si lasci raffreddare un po e si aggiunge all'impasto. Si impasta fino quando l'impasto si stacca dal vaso e dalle mani.
Si lascia riposare fino quando radoppia volume. Si stende l'impasto in forma di un cercchio grandissimo (60-70 cm di diametro) e si taglia in 8-12 fette. Ogni fetta (triangolo) si arruotola partendo dal lato esterno si se stesso e gli si da la forma tipica di kifli. Si mettono in una teglia imburrata e poi nel forno . Si cuoce a 180 gradi per 20 minuti.
Eh io non ho fatto proprio cosi, perché nella teglia entravano solo 4 kifli. Gli ho fatti, questo era invece solo un terzo dell'impasto. Gli ho fatti assaggiare alla mia famiglia prima di continuare. Il bimbo sembrava spaventato dalla forma strana, cosi ho deciso che per lui farò dallo stesso impasto ovviamente i classici panini rotondi. Più tardi ha assaggiato anche il kifli e ha detto buono buono. Ma si spaventa di tutte le novità. Mio marito ha detto che è buono, ne ha mangiato subito due ma si aspettava che fosse dentro qualche marmelata o dolce. L'impasto non è dolce, ma se lui voleva cosi l'ultimo terzo dell'impasto l'ho steso di nuovo in forma di cerchio, l'ho tagliato a fette, a 6 fette. Marmelata non avevo, ho messo cacao e zucchero su tutte e le ho arrotolate, piegando un po sui lati perché il ripieno non esca durante la cottura. Gli si da la forma tipica e si mettono nel forno. In 20 minuti sono pronte.
sabato 22 marzo 2014
Chiocciole con miele di castagne e coco (Kokuszos es mézes csiga)
Ingredienti:
1 lievito di birra
500 gr farina
2 cucchiai di zucchero
acqua
1 dl latte
2 rossi d'uova
2 cucchiai di miele di castagne (diventa la fragranza predominante)
buccia grattugiata di un limone
150 g burro
Hozzávalók:
1 sörélesztő
600 g liszt
2 ek cukor
viz
1dl tej
2 tojássárgája
2 ek gesztenye(vagy másmilyen erős aromáju méz
1 citrom reszelt héja
150 g vaj
3-4 ek kókuszreszelék
Modo di preparazione:
1. si sveglia il lievito con 2 cucchiai di zucchero, 2 cucchiai di farina e 1 dl di acqua. Quando comincia fare schiuma
2.si aggiunge un 300 gr di farina e si impasta bene. Poi si aggiunge la meta della quantità di burro ammorbidito a temperatura ambiente e si impasta di nuovo.
3. Si lascia riposare 2 ore fino quando raddoppia volume
4. si mescolano 2 rossi d'uovo, 2 cucchiai di miele, la buccia grattugiata di un limone
5.si aggiunge tutto all'impasto lievitato , si aggiungono altri 200 gr di farina e latte quanto serve per avere la consistenza giusta (che sia facile da impastare e non troppo dura, né troppo morbida). Alla fine si aggiunge anche un pizzico di sale e il burro rimasto. Si impasta bene.
6. si lascia riposare di nuovo fino quando raddoppia volume
7. si imburra una teglia
8. Si stende l'impasto con un mattarello
9. Si mette il cocco e 2-3 cucchiai di zucchero sopra
10. Si arrotola e si tagliano pezzi di 2 cm che si mettono nella teglia. Bisogna lasciare un po di spazio tra di loro perché possano crescere
11. Lasciare riposare una mezz'oretta
12. Si mettono nel forno per 20 minuti a 180 gradi
Sono buonissime. Gli piacciono perfino al mio marito. Sono molto soffici e predomina la fragranza del miele, e secondo me va bene con qualsiasi miele. L'intenzione era di prepararlo senza lo zucchero. Peccato che poi per l'interno (dove si mette il cocco (o cacao) sopra non ho avuto coraggio di sperimentarlo con il miele, sarà per un'altra volta.
Elkészitési mód:
1. felébresszük az élesztőt 2 kanaál cukorral, 2 kanál lisztel es egy deci vizzel. Mikor mar jól megkelt
2. hozzáadunk 300 g cukrot és amennyi vizet felvesz hogy puha tészta legyen. Végül hozzáadjuk a megpuhitott vaj felét s jól összedolgozzuk
3. majd pihenni hagyjuk 2 órát amíg kétszeresére nő
4. Összekeverjuk a tojássárgát, a mézzel es a citrom reszelt héjávval, esetleg vaniliávval
5. Hozzáadjuk mindezt a megkelt tésztához, hozzáadunk még 200 g lisztet és annyi langyos tejet hogy közepesen kemény tésztát kapjunk. Végül hozzáadunk egy csep sót és a maradék vajat és jól összedolgozzuk.
6. Ujból pihenni hagyjuk amik kétszeressére kel.
7. Kivajazunk egy tepsit
8. Kinyujtjuk a tesztát
9. Rászorjuk a kókuszreszeléket és 2-3 ek cukrot
10. Feltekerjuk a tésztát, 2-3 cm vastagságura nyújtjuk és csigávval felfelé tesszük a tepsibe nem túl szorosan egymás mellett
11. Pihenni hagzjuk egy félórát
12. 20 percig sütjük 180 fokos lerben(sütőben)
Fincsi, a méz aromája érzik főkép
venerdì 7 marzo 2014
Langos
Ingredienti:
lievito di birra
2 cucchiai di zuchero
500 gr farina
2 dl acqua
sale
olio
parmiggiano
panna acida o yoghurt
si sveglia il lievito con due cucchiai di zucchero, due cucchiai di farina e acqua.
Si aggiunge la farina, l'acqua, un chucchiaio di olio (di oliva) si impasta, poi si lascia riposare. Dopo 2-3 ore si aggiungono due cucchiaini di sale e si impasta di nuovo.
Si stende fine fine l'impasto e si cuoce nell'olio bollente
Sopra si mette panna acida (o yogurt greco) e parmigiano grattugiato
Il langos con verza o patate si prepara cosi: Si stende l'impasto come sopra e e si aggiunge il ripieno, si copre con un altro pezzo di impasto finissimo.
Per il ripieno di verza, la verza si grattugia, si lascia in sale per 10 minuti, poi si toglie l'acqua e si soffrigge in olio 10-15 minuti
Per il ripieno di patate si soffrigge la cipolla, le patate tagliate cubetti, si aggiunge sale, paprika, pepe. Quando le patate sono bene cotte si schiacciano con la forchetta e si riempie l'impasto.
Si frigge tutto nell'olio e si consuma caldo.
Si vende a tutti gli angoli delle strade nella mia cita, ma s consuma anche come secondo nei ristoranti di spiaggia. Calda è molto buona.
venerdì 6 dicembre 2013
Dolci levtati
Sono fatti dello stesso impasto, solo col ripeno e le forme diverse. Nell'impasto c'era un kilo di farina, 3 rossi d'uova, 250 burro, 300 gr d zucchero, 2 dl latte, livito di birra, aromi.
Si sveglia il lievito con un po di succhero, farina e acqua. Si aggiunge la meta della farina, un po di acqua e alla fine 125 g. burro ammorbidito e si lascia lievitare fino quando raddoppia il volume. 3 rosi d'uova si ammalgamano con 300 g. zucchero e aromi di vaniglia e rom, si aggiungono all'imapsto lievitato, si impastano nuovamente, si aggiunge il latte e la farina rimasta, 1 cucchiaiono di sale, e alla fine 125 g. di burro ammorbidito alla temperatura ambiente. Si impasta bene e si lascia lievitare fino quando raddoppia il volume.
L'impasto si divide in tre parti uguali.
Per i cornetti con il papavero: Si stende l'impasto con il mattarello e si tagliano i triangoli come in foto. 50 g. di semi di papavero si mescolano con lo zucchero a velo e un pocchetno d latte, si mettono sui trinagoli poi i trinagoli si arrotolano da ottenere i cornetti.
Per le chiocciole col cacao. Qui l'impasto si stende si copre di cacao e zucchero a velo amalgamati, poi si arrotola tutto e si taglia in pezi di 2-3 cm e si mettono in piedi con la chiocciola in su, nella teglia. Un'altra variante di chiocciole altrettanto buone sono le chiocciole con miele di castagne e il ripieno di coco, vedi qui
E i fagottini con la ricotta, la Bukta.
L'impasto viene steso e tagliato in quadrattini tipo 10/10 cm. La ricotta viene mescolata con lo zucchero, rosso d'uovo, aroma d rum e vaniglia, messo nel centro dei rettangoli e chiusi a mo di fagotto. Durante la cottura si aprono, diciamo non si dovrebbero aprire cosi tanto, ma sono buonissime.
martedì 5 novembre 2013
Ghirigori con impasto lievitato/ Kreativ kalacs
Si dice che ghirigori di questo tipi si davano nella mattina di nozze atutti che curiosavano attorno ai preparativi. Io la tradizione non l'ho vista dal vivo ma la forma di questi Kalacs mi piace molto. Importante che siano in forma di ... cerchio (teglia permettendo), che abbia almeno 50 m diametro e siano composti di almeno 8 forme diverse.
E impasto lievitato dolce, difficile dire la ricetta perché ho aggiunto farina e 1 dl di latte agli resti di un'altro dolce. Comunque contiene farina, lievito, zucchero, rossi d'uovo e latte (senza lattosio) e olio (perché non avevo burro in casa). Ho fato le forme, direttamente nella teglia sulla carta di forno. 20 minuti nel forno di 180 gradi, poi spenellati con rosso d'uovo e altri 10 minuti nel forno. :)
E impasto lievitato dolce, difficile dire la ricetta perché ho aggiunto farina e 1 dl di latte agli resti di un'altro dolce. Comunque contiene farina, lievito, zucchero, rossi d'uovo e latte (senza lattosio) e olio (perché non avevo burro in casa). Ho fato le forme, direttamente nella teglia sulla carta di forno. 20 minuti nel forno di 180 gradi, poi spenellati con rosso d'uovo e altri 10 minuti nel forno. :)
domenica 20 ottobre 2013
Bukta con ricotta
Uno dei dolci piu frequenti della mia infanzia. Ma.. non so come l'ho fatta perché all'impasto rimasto dal Kurtos Kalacs, ho aggiunto latte , farina e zucchero (quindi un'impasto lievitato dolce). L'ho stesso con il mattarello , tagliato in quadretti. Ho aggiunt la ricotta mescolata prima con lo zucchero, buccia di limone e rosso d'uovo, nel mezzo ai quadretto e ho fatto la forma del sacchetto coprendo bene con gli angoli la ricotta.
Dopo 20 minuti di cottura nel forno di 180 gradi, le ho spenellati con un rosso d'uovo e li ho lasciati per altri 10 minuti. Poi erano pronte es erano cosi :)
In una fredda mattina d'ottobre
Nella piu fredda mattina d'ottobre, quando ancora non c'era riscaldamento, la stuffa non funzionava e io alle 5 ero a piedi ho pensato che fino quando loro si svegliono io da brava casalinga li farò un Kurtos Kalacs, panini e pizza, quanto riesco da un kilo di farina. Un buon pretesto per scaldare la casa, con l forno di Kurtos, che fa molto caldo, quanto la stufa, con i fornelli accessi.
Ho svegliato il lievito con un po di acqua calda, zucchero e farina
Ho aggiunto un mezzo kilo di farina, 2 cucchiai di zucchero e acqua calda, le ho lavorati bene e li ho lasciati riposare
Ho messo 4 patate in buccia a bollire, per la pizza. Li ho sbucciati e ho fatto una purea di patate
Dopo un'ora di lievitazione, quando l'impasto si è raddoppiato il volume l' ho diviso in tre.
Nel primo ho agiunto zucchero e farina e un cucchiaio di burro sciolto,buccia di 2 limoni grattuggiati, un uovo. Poi l'ho lasciato riposare. Questa era l'impasto per il Kurtos.
Nel secondo ho aggiunto farina, acqua , 2 cucciai di sale e 100 grammi di burro sciolto. Questo erano i panini.
Nel terzo ho aggiunto la purea di patate e farina e sale.
Dopo un'altra ora, ho preparato il Kuros che venivano lasciati ripossare sui rocchetti di legno al caldo,
Ho stesso l'impasto di pizza nella tegnia.
Ho formato i panini, cosi che siano diversi, ho fatto anhce una forma di brezel, ho fatto anche un coniglio, ma come me lo aspettavo il mio figlio non lo voleva mangiare, per compassione, è giusto. Cosi meglio se non mi sbizzarrisco con questi animaletti simpatici.
Dopo un'oretta ho infornato per 20 minuti i panini, dopo 20 minuti vengono spenellati con il rosso d'uovo e tornano 10 minuti nel forno.
Contemporaneamente ho fatto i Kurtos Kalacs nel loro forno che scaldava ormai da almeno 4 ore.
E per ultima la pizza
Ho svegliato il lievito con un po di acqua calda, zucchero e farina
Ho aggiunto un mezzo kilo di farina, 2 cucchiai di zucchero e acqua calda, le ho lavorati bene e li ho lasciati riposare
Ho messo 4 patate in buccia a bollire, per la pizza. Li ho sbucciati e ho fatto una purea di patate
Dopo un'ora di lievitazione, quando l'impasto si è raddoppiato il volume l' ho diviso in tre.
Nel primo ho agiunto zucchero e farina e un cucchiaio di burro sciolto,buccia di 2 limoni grattuggiati, un uovo. Poi l'ho lasciato riposare. Questa era l'impasto per il Kurtos.
Nel secondo ho aggiunto farina, acqua , 2 cucciai di sale e 100 grammi di burro sciolto. Questo erano i panini.
Nel terzo ho aggiunto la purea di patate e farina e sale.
Dopo un'altra ora, ho preparato il Kuros che venivano lasciati ripossare sui rocchetti di legno al caldo,
Ho stesso l'impasto di pizza nella tegnia.
Ho formato i panini, cosi che siano diversi, ho fatto anhce una forma di brezel, ho fatto anche un coniglio, ma come me lo aspettavo il mio figlio non lo voleva mangiare, per compassione, è giusto. Cosi meglio se non mi sbizzarrisco con questi animaletti simpatici.
Dopo un'oretta ho infornato per 20 minuti i panini, dopo 20 minuti vengono spenellati con il rosso d'uovo e tornano 10 minuti nel forno.
Contemporaneamente ho fatto i Kurtos Kalacs nel loro forno che scaldava ormai da almeno 4 ore.
E per ultima la pizza
martedì 12 febbraio 2013
Pizza alla cipolla con impasto di patate e lievitazione a freddo
Pizza come me l'ha insegnato il mio marito e adesso volevo aspettarlo con questa al suo ritorno da Londra.
Questa sarà la pizza alla cipolla.
Ingredienti:
500 gr di patate (4 patate medie, infatti non le ho misurati)
50 gr di burro
2-3 dl di acqua
600 gr di farina
25 gr lievito di birra
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Si sbucciano le patate e si mettono a bollire. Quando sono morbide si fa la purea, schiacciandole bene con 50 gr di burro.
Si sveglia il lievito con una tazza di farina e un bicchiere d'acqua e un cucchiaio di zucchero.
Quando si è svegliato si aggiunge il resto di farina e la purea patate. Si mescola bene per ottenere un impasto ommogeneo.
Poi si mette in frigo a lievitare.
Io l'ho messo per una notte, ma dopo 3 ore dovevo cambiare il contnitore perché stava traboccando fuori. Ha aumentato in fretta il volume più di 3 volte.
In quest alto contenitore poteva crescere tranquillo fino a mattina.
Ho soffritto due cipolle, 14 ulivi, un po di caperi, e sei pomodorini tagliati a pezzi.
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La mattina ho messo l'impasto nelle due teglie e l'ho lasciato lievitare al caldo per 1 ora.
L'ho messo nel forno a 180 gradi per 20 minuti
Dopo 20 minuti ho messo il sugo di cipolla, ulive, pomodorini e un po di sugo di pomodori a cubetti, cosi che sia bello
L'ho rimesso nel forno per altri 20 minuti.
martedì 4 dicembre 2012
Treccia di Natale
Si pensa già al Natale. ma per verità riscrivo questo post per un contest "Senza... non c'è Natale!". Nella mia tradizione la treccia con noci e papavero si fa sia per la Pasqua che per Natale. E il dolce tipico per le feste. la ricetta completa l'ho descritta qui. Adesso aggiungo alcune foto dalla preparazione. Si sveglia il lievito con un po di zucchero e farina e acqua tiepida :Si amalgama lo zucchero con il rosso d'uovo e con 500 gr di farina per treccia. E si impasta, come faceva la nona, con movimenti forti per una mezzora o comunque fino quando si stacca dalle mani e dal vaso Si lascia riposare per una notte Si divide l'impasto in due, si stende col mattarello, si aggiunge il ripieno e si arrotola e poi si fa la treccia e si mette nello stampo. Si lascia lievitare per un mezz'oretta al caldo poi si mette in forno a 180 gradi. Dopo 20 minuti si spennella con un uovo cosi che diventi bello dorato. Dopo altri 20 minuti, si fa la prova col stuzzicadenti ma dovrebbe essere pronta.
Il ripieno più frequente è:
-il ripieno con le noci: si macinanao 200 g di ghingherli di noci, si aggiungono 100 g i zucchero, aroma di rom, uva sultanina a chi piace e latte cosi che diventi di una densità di una crema.
-il ripieno al papavero: semi di papavero maccinati, zucchero a velo e latte (molto meno di sopra)
-il ripieno con cacao: si mette caao e zucchero mescolati direttamente sulll'impasto e si arrotola cosi. Dovrebbe diventare bello marmorato da dentro quando sarà cotto.
-un altro ripieno molto in uso... lo farò un'altra volta, con rahat/lokum un dolce di origine turca.
Con questo post partecipo alla sfida Senza...non c'è Natale!
sabato 1 dicembre 2012
Panini
Ingrdienti: 1 kg di farina, 25 g lievito di birra, acqua, 4 cucchiai di zucchero, 100 gr di burro, 3 cucchiaini di sale
Io non o fare pane, non mi è mai riuscito. non capisco perché: panettone, colomba, trecce lievitate si ma pane non. Allora ho pensato di fare questi panini come fosse un impasto lievitato dolce ma con molto meno zucchero. Il lievito si alimenta con lo zucchero e alla fine della lievitazione non si sente per niente di dolce. Ho aggiunto anche il burro e si 3 cucchiaini di sale.
Ho svegliato il lievito con 2 cucchiai di zucchero e due di farina, poi ho aggiunto 700 gr di farina e 2,5 dl di acqua tiepida. L'ho impastato bene e l'ho lasciato lievitare per 4-5 ore fino quando ha triplicato volume
Ho aggiunto altri due cucchiai di zucchero, il resto della farina e acqua quanta serviva per impastarlo di nuovo. Io impasto con le mani, ma non più di 5 minuti e non mi rimane sulle dita. L'impasto è morbido, ma non appiccicoso. Alla fine ho aggiunto il burro sciolto e ho impastato di nuovo. L'ho lasciato lievitare altre 4-5 ore. Ho agiunto 3 cucchiaini di sale e ho mescolato bene tutto e ho cominciato formare la treccia, l'orsetto, i panini. L'i ho spenettati con un uovo con un po di sale, su alcuni ho messo papavero su altro semi di sesamo. Gli occhi dell'orsetto sono semi di pepe.
Si mettono nel forno a 180 gr per 25-30 minuti.
giovedì 5 aprile 2012
La mia Colomba
La mia fonte d'ispirazione è stato il sito www.cookaround.it da dove mi sono ispirata per tanti dolci. Un'altro fattore determinante è stato il desiderio del mio marito che la colomba sia presa dal profilo e non in forma classica, come quella del negozio. La parte più difficile di tutta la colomba era tagliare e incollare (con la carta da forno e col bianco d'uovo la forma di colomba) Sembra più una gallina che una colomba ma fa niente li metteremo le uova colorate sotto il sedere, sarà una torta pasquale perfetta.
Io ho comminciato gratuggiando la buccia di 5 arance e 3 limoni Si mettono gli ingredienti alla temperatura della stanza (per almeno 2 ore) Dalla quantità che segue ho preparato non solo la colomba, ma anche altri 4 dolci di forno lievitati quindi, per la colomba come la mia basta un quarto degli ingredienti.
Ingredienti primo impasto: 25 gr lievito di birra 250 gr zucchero 8 tuorli 2 dl latte 125 gr burro morbido (sciolto sul fuoco lento ma non deve friggere) 500 gr farina manitoba
Ho svegliato il lievito con un po di zucchero, farina e latte Ho mescolato bene i tuorli con lo zucchero Si mescolano bene tutti gli ingredienti. Il burro fuso si aggiunge alla fine Si impasta per un mezzoretta fino a che l'impasto non si incolla più sulle mani. Si lascia riposare per 6-8 ore
Secondo impasto: 8 tuorli 250 g zucchero buccie di limone e arance 1/2 dl latte, 250 g farina, un pizzico di sale, 125 g burro fuso, vaniglia e rom Ho mescolato bene i tuorli con lo zucchero, il latte, le bucce di arancia e limone e gli aromi. Gli ho aggiunti tutti al primo impasto, l'ho lavorato bene.
Ho aggiunto 250g farina Alla fine ho incorporato il burro fuso. Ho impastato per 15 minuti poi l'ho lasciato riposare. Adesso aspetto che cresca...
Dopo due ore ho tagliato la forma di colomba di carta da forno, incollata col bianco d'uovo e ho messo dentro un quarto dell'impasto (quanto basta per riempire un terzo della la forma. L'ho lasciata riposare per 3-4 ore fin quando l'impasto arriva all'orlo dello stampino. L'ho messo nel forno a 160 gradi per 45 minuti. Allora ho mescolato l'albume d'uovo con zucchero a velo e con noci maccinati (si poteva fare con mandorle ma io avevo noci sotto mano e ho fatto noci, poi l'ho decorato con pezzi di mandorle) E l'ho rimesso nel forno per altri 15 minuti.
Io ho comminciato gratuggiando la buccia di 5 arance e 3 limoni Si mettono gli ingredienti alla temperatura della stanza (per almeno 2 ore) Dalla quantità che segue ho preparato non solo la colomba, ma anche altri 4 dolci di forno lievitati quindi, per la colomba come la mia basta un quarto degli ingredienti.
Ingredienti primo impasto: 25 gr lievito di birra 250 gr zucchero 8 tuorli 2 dl latte 125 gr burro morbido (sciolto sul fuoco lento ma non deve friggere) 500 gr farina manitoba
Ho svegliato il lievito con un po di zucchero, farina e latte Ho mescolato bene i tuorli con lo zucchero Si mescolano bene tutti gli ingredienti. Il burro fuso si aggiunge alla fine Si impasta per un mezzoretta fino a che l'impasto non si incolla più sulle mani. Si lascia riposare per 6-8 ore
Secondo impasto: 8 tuorli 250 g zucchero buccie di limone e arance 1/2 dl latte, 250 g farina, un pizzico di sale, 125 g burro fuso, vaniglia e rom Ho mescolato bene i tuorli con lo zucchero, il latte, le bucce di arancia e limone e gli aromi. Gli ho aggiunti tutti al primo impasto, l'ho lavorato bene.
Ho aggiunto 250g farina Alla fine ho incorporato il burro fuso. Ho impastato per 15 minuti poi l'ho lasciato riposare. Adesso aspetto che cresca...
Dopo due ore ho tagliato la forma di colomba di carta da forno, incollata col bianco d'uovo e ho messo dentro un quarto dell'impasto (quanto basta per riempire un terzo della la forma. L'ho lasciata riposare per 3-4 ore fin quando l'impasto arriva all'orlo dello stampino. L'ho messo nel forno a 160 gradi per 45 minuti. Allora ho mescolato l'albume d'uovo con zucchero a velo e con noci maccinati (si poteva fare con mandorle ma io avevo noci sotto mano e ho fatto noci, poi l'ho decorato con pezzi di mandorle) E l'ho rimesso nel forno per altri 15 minuti.
domenica 1 aprile 2012
Treccia con noci, con papavero e con cacao
Per una treccia: 500 g farina 165 g zucchero 3 rossi d'uova buccia di limone, buccia di arancia candita, aromi 7 g lievito di birra (era troppo) 65g burro sciolto ma non deve bollire 2 dl di latte Per il ripieno con noci: 200 g. noci grattugiati, 100 g. zucchero, eventualmente 1 cucchiaio di cacao, 3 albumi d'uovo I albumi si montano, si aggiunge lo zucchero e i noci. Per il ripieno con papavero: 200 gr. semi di papavero macinati con la macina-caffe, mescolati con 100 gr zucchero in polvere amalgamati con 3 albumi di uovo montati. Per il ripieno con cacao 3 cucchiai di zucchero si mescolano con 1 cucchiaio di cacao e si stendono sull'impasto. Mia mamma li faceva cosi ed erano buonissimi. Si sveglia il lievito si aggiungono 2/3 delle uova, della farina , dello zucchero , del latte e allafine del burro sciolto e si lavorano per un mezzoretta fino a che l'impasto si stacca facilmente dalle mani Si lascia riposare 10-12 ore. I aromi si mettono solo al secondo impasto insieme a una zucchero, miele farina. Si lascia riposare 2-3 ore. L'impasto si divide in tre si stendono e si mette il ripieno. Si formano 2 rotoli avvolgono uno attorno all'altro. e si fa la treccia. Si lascia riposare in forma per 1-2 ore. Si mette nel forno a 180 gradi per 20 minuti. Allora si spenella con un uovo e si lascia per altri 20 minuti alla stessa temperatura. Eco la mia treccia pasquale con le noci
L'impasto è quello di colomba poi riempito con albume montato con zucchero, noci e aroma di rom
L'impasto è quello di colomba poi riempito con albume montato con zucchero, noci e aroma di rom
Pasca pasquale romena
Gesu è risorto! Cosi ci si saluta nella mia patria nella mattina di Pasqua. La risposta deve essere "Veramente è risorto!". Tra gli ungheresi cattolici e protestanti si usa anche andare alla mattina presto in chiesa con il cesto di alimenti (obbligatoriamente prosciutto e treccia pasquale, ma anche altre cose) perché il prete li benedica. Cosi per la colazione si mangiano cibi benedetti in chiesa. I romeni mantengono ancora di più le tradizioni religiose, ma conosco poco, a parte il saluto di Pasqua. Ho scoperto di recente uno dei dolci che i romeni ortodossi preparano per la pasqua e mi è piaciuto cosi tanto che ho deccisso di prepararlo Impasto lievitato (ho usato lo stesso impasto come per la Colomba e per le trecce, vedi qui) riempito con crema di ricotta, uova, uvetta, vaniglia, con la treccia in forma di croce sopra. Bisogna fare attenzione perché la ricotta potrebbe essere troppo bagnata e inzuppare troppo l'impasto. Meglio usare la ricotta un po piu secca ovvero aggiungere un po di semolino. Si riempie con 500 g ricotta, due rossi d'uovo con due cucchiai di zucchero, aromi di vaniglia e rom, uvetta ammorbidita, e due bianchi d'uova montati. Io l'ho metto cosi in forno lasciando una parte d'impasto necessaria per le trecce fuori. Dopo 15-20 minuti ho aggiunto la treccia circolare e dopo altri 5 minuti la croce fatta di due trecce. (perché non si brucino) Si spennellano le trecce con un uovo perché diventino bruni.
venerdì 16 marzo 2012
Brezel
Non sono uguali a quelli che vendono qui alle fiere i trentino-altoatesini. A me certo mi piacciono di più questi, se non altro sono più salate. Anche le colleghe d'ufficio del mio marito le hanno apprezzate.
Ingredienti: 125 g farina 6,25 g lievito di birra (un quarto del 25 gr) 1 cucchiaio di zucchero 1 cucchiaio di the di sale 1 cucchiaio di olio 1 dl acqua 1 cucchiaio bicarbonato 1 uovo sale, farina
Si sveglia il lievito con un cucchiaio di zucchero, un po d'acqua e farina Si aggiunge tutta la farina e l'acqua e il sale, si mescola bene, deve risultare un impasto elastico non appicicoso di media durezza/morbidezza Si aggiunge l'olio si mescola un po poi si lascia riposare per 2-3 ore Si divide in 5-6 pezzi si fanno le striscioline lunghe e gli si da la forma di Brezeln Si scalda in una padella acqua con bicarbonato, si immergono i Brezeln per un minuto poi si mettono nella teglia sulla carta da forno Con un pennello di cucina si stende l'uovo sui Brezeln Si infornano per 12 minuti a 230 gradi Si prepara un mischio di sale, farina , acqua piu denso che liquido Passati 12 minuti i Brezeln si spruzzano con questo mischio di farina- sale Si rimettono in forno altri 8-12 minuti Freschi sono buonissimi !
Ingredienti: 125 g farina 6,25 g lievito di birra (un quarto del 25 gr) 1 cucchiaio di zucchero 1 cucchiaio di the di sale 1 cucchiaio di olio 1 dl acqua 1 cucchiaio bicarbonato 1 uovo sale, farina
Si sveglia il lievito con un cucchiaio di zucchero, un po d'acqua e farina Si aggiunge tutta la farina e l'acqua e il sale, si mescola bene, deve risultare un impasto elastico non appicicoso di media durezza/morbidezza Si aggiunge l'olio si mescola un po poi si lascia riposare per 2-3 ore Si divide in 5-6 pezzi si fanno le striscioline lunghe e gli si da la forma di Brezeln Si scalda in una padella acqua con bicarbonato, si immergono i Brezeln per un minuto poi si mettono nella teglia sulla carta da forno Con un pennello di cucina si stende l'uovo sui Brezeln Si infornano per 12 minuti a 230 gradi Si prepara un mischio di sale, farina , acqua piu denso che liquido Passati 12 minuti i Brezeln si spruzzano con questo mischio di farina- sale Si rimettono in forno altri 8-12 minuti Freschi sono buonissimi !
domenica 11 marzo 2012
Santini romeni
Il 9 marzo romeni preparano questo dolce nel ricordo dei 40 martiri cristiani morti a Sevastia nel tempo della persecuzione del cristianesimo. I dolcetti lievitati devono avere la forma di un 8 che nel slavona è un simbolo per un uomo. Esistono varie ricette, alcune contengono latte e uovo, altre non perché si fanno nel periodo di digiuno religioso (post) tenuto da molti romeni. Io ho scelto questa ricetta, adatta anche a chi fa digiuno per motivi religiosi o per altri motivi. C'è anche un'altra ricetta dove i santini sono più piccoli e si fanno bollire per un minuto prima di metterli nel forno (come i Brezeln) cosi diventano più croccanti. Una tradizione curiosa anche se per me è un po macabra è che i romeni lo mangiano spesso questo dolce nel ricordo dei morti, per accontentarli. L'idea è che non si può rifiutare un dolce che ti viene dato per mangiarlo per la salvezza di qualche caro di chi te la offre, non?! La mia ricetta: 1 kg di farina (per 40 santini perché erano 40 i martiri) 300 g zucchero 1 dl olio lievito di birra acqua calda Si fa l'impasto lievitato e io ho fatto con doppia lievitazione, Dopo 6 ore si divide l'impasto in 40 pezzi si fanno le forme di 8 e si mette sopra sciroppo acqua con molto zucchero si infornano. Quando diventano dorati si mette sopra ancora molto più sciroppo (alcuni li immergono nel sciroppo) e noci grattugiati Sono soffici e buonissimi.
venerdì 6 gennaio 2012
Kurtos Kalacs
Il Kurtos Kalacs è un dolcetto lievitato originario dalla bellissima "Terra dei Szekely", una regione ungherese che si trova nel centro della Romania.
La difficoltà di questo dolce sta nel fatto che bisogna arrotolare l'impasto lievitato su una forma cilindrica, perché alla fine della cottura abbia la forma tipica di cammino fumante. Deve essere caramellizzato uniformemente, croccante da fuori tenero, morbido da dentro. Per questo è difficile farlo in casa ma non impossibile. Alcuni lo fanno nel forno sul mattarello, o arrotolato sulle lattine di birra.
Ingredienti sono quelli delle frittele: farina, zucchero, olio, acqua, bucce di limone, vaniglia. Io uso ormai da quando sono italiana fare la doppia lievitazione che rende i dolci più soffici. Quindi dopo il primo impasto lascio riposare il Kurtos, dopo 3 ore faccio il secondo impasto. Lo stendo con il mattarello e lo taglio in forma di spirale
Si avvolgono sui cilindri di legno impregnati con l'olio. Attenzione che la parte iniziale e quella finale sia inserita sotto l'impasto, altrimenti si stacca durante la cottura. Con un movimento tipo stendere con mattarello si uniforma l'impasto (cosi che non siano spazzi vuoti. Poi si impregna con olio con l'aiuto di un pennello, si avvolge tutto in zucchero e si lascia riposare di nuovo. Si lascia riposare fino quando lo zucchero incomincia sciogliersi (sembra che sudi, fa delle gocce).
Adesso si accende il forno, si introducono i Kurtos, che il forno li fa girare uniformemente. Dopo sette minuti sono pronti, quando sono bene caramellizzati e hanno un colore dorato (attenti che non si bruci il caramello). Appena tirati fuori bisogna stare attenti perché il caramello bollente può provocare brutti ustioni. Quindi si lascia raffreddare un po, dopo 2 minuti l'intero pezzo del dolce dovrebbe staccarsi facilmente dal legno e rimanere in piedi come un cammino fumicante. Infatti Kurto significa la parte di metallo dell'cammino, originariamente questa torta era fatta sui tubi del cammino, e sulle bracci.
La difficoltà di questo dolce sta nel fatto che bisogna arrotolare l'impasto lievitato su una forma cilindrica, perché alla fine della cottura abbia la forma tipica di cammino fumante. Deve essere caramellizzato uniformemente, croccante da fuori tenero, morbido da dentro. Per questo è difficile farlo in casa ma non impossibile. Alcuni lo fanno nel forno sul mattarello, o arrotolato sulle lattine di birra.
Ingredienti sono quelli delle frittele: farina, zucchero, olio, acqua, bucce di limone, vaniglia. Io uso ormai da quando sono italiana fare la doppia lievitazione che rende i dolci più soffici. Quindi dopo il primo impasto lascio riposare il Kurtos, dopo 3 ore faccio il secondo impasto. Lo stendo con il mattarello e lo taglio in forma di spirale
Si avvolgono sui cilindri di legno impregnati con l'olio. Attenzione che la parte iniziale e quella finale sia inserita sotto l'impasto, altrimenti si stacca durante la cottura. Con un movimento tipo stendere con mattarello si uniforma l'impasto (cosi che non siano spazzi vuoti. Poi si impregna con olio con l'aiuto di un pennello, si avvolge tutto in zucchero e si lascia riposare di nuovo. Si lascia riposare fino quando lo zucchero incomincia sciogliersi (sembra che sudi, fa delle gocce).
Adesso si accende il forno, si introducono i Kurtos, che il forno li fa girare uniformemente. Dopo sette minuti sono pronti, quando sono bene caramellizzati e hanno un colore dorato (attenti che non si bruci il caramello). Appena tirati fuori bisogna stare attenti perché il caramello bollente può provocare brutti ustioni. Quindi si lascia raffreddare un po, dopo 2 minuti l'intero pezzo del dolce dovrebbe staccarsi facilmente dal legno e rimanere in piedi come un cammino fumicante. Infatti Kurto significa la parte di metallo dell'cammino, originariamente questa torta era fatta sui tubi del cammino, e sulle bracci.
mercoledì 14 dicembre 2011
Corsi
Ho trovato un bel corso on-line sul lievito naturale, voglio provare fare il Kurtos kalacs con lievito naturale
http://fad.castalimenti.it/file.php/1/DEMO_COMPLETA/corsoFINAL.htmlhttp://www.blogger.com/img/blank.gif
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venerdì 2 settembre 2011
Kürtős Kalács
Sogno di aprire una piccola pasticceria ambulante dove vendere e far conoscere un dolce del mio paese. Il prodotto di base con il quale voglio conquistare Italia è il Kurtos Kalacs. Poi ci saranno anche altri dolci tipici o non, dolci di forno o biscotteria secca. Le degustazioni saranno sempre certamente gratuite. Spero di riuscire transformare questo mio sogno in realtà.
L'origine di questo prodotto è la terra (regione) degli szekely, chiamata anche la transilvania ungherese, che si trova proprio nel centro della Romania, una regione dove molti mantengono ancora le tradizioni.
Probabilmente il prodotto nasce nei tempi quando Transilvania e Slovacia facevano parte dall Principato di transilvania. Eco perche il prodotto si puo trovare in tutti questi paesi.
Il nome del prodotto proviene dal tubo del cammino sul quale inizialmente venivano fatti i Kurtos. Il modo tradizionale di prepararli è sul carbone.
E preparata una pasta lievitata tipo frittelle e arruotolata sugli fusi di legno, l'impasto arrotolato si inzucchera perrchè deve essere un caramello . Si introduce in forno. Quando si sforna si puo arrichire con noci o cacao o cannella o cocco o si può consumare cosi semplice com'è
L'origine di questo prodotto è la terra (regione) degli szekely, chiamata anche la transilvania ungherese, che si trova proprio nel centro della Romania, una regione dove molti mantengono ancora le tradizioni.
Probabilmente il prodotto nasce nei tempi quando Transilvania e Slovacia facevano parte dall Principato di transilvania. Eco perche il prodotto si puo trovare in tutti questi paesi.
Il nome del prodotto proviene dal tubo del cammino sul quale inizialmente venivano fatti i Kurtos. Il modo tradizionale di prepararli è sul carbone.
E preparata una pasta lievitata tipo frittelle e arruotolata sugli fusi di legno, l'impasto arrotolato si inzucchera perrchè deve essere un caramello . Si introduce in forno. Quando si sforna si puo arrichire con noci o cacao o cannella o cocco o si può consumare cosi semplice com'è
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